Ermanno Scervino al Pitti Bimbo 76

 Ermanno Scervino dall’alto della sua  imponente statura, rivolto bonariamente i piccoli osserva…”beati loro”! Afferma poi che il bambino deve giocare e, non a caso, è quello che fanno i tanti bimbi  nel suo megaspazio di Pitti Bimbo 2013, in mezzo a ‘nuvole’ di cuscini.

Sorridendo…“Noi vediamo la cosa più sulla ‘moda’, mentre loro giustamente si divertono, ed è opportuno andargli incontro con l’aiuto di assistenti e soprattutto mamme, poiché  la madre è fondamentale, colei che ha un sesto senso.”

Gli domandano come li vestirebbe il primo giorno di scuola: “Sono favorevole alla divisa poiché diventa un’appartenenza per il resto della vita, pertanto la penso come  nei college americani. Capo must? Senz’altro il parka, è caldo, ha buona vestibilità e lo indosso anch’io. Quanto alla praticità  un ‘capo’ dev’essere infilato in lavatrice tutte le volte che ce n’ è bisogno: più lo lavi e più diventa bello.”

E’ arrivato il mio turno e gli domando come si vestiva da piccolo.

Ho sempre avuto il ‘pallino’ della moda, sin dai primi anni volevo fare questo che reputo un lavoro non facile. Ho cinque fratelli ma non rubavo niente, in testa avevo già il mio look, tanto che mettevo sempre abiti più grandi della mia età; tra l’altro ero molto attento alla immagine e non mi piaceva proprio subire imposizioni.”

Si sposta un attimo per le fotografie di rito e noto il passo felpato, elegante, da felino. Parla pacatamente mostrandoci questo suo volto ove c’è scritto gran parte del suo vissuto. Volto che ci riporta a qualcosa di russo, in cui  un buon portamento si accompagna a naturalezza in un fondo di rigorosità, poiché niente nasce per caso.

Guardo il bellissimo stand Ermanno Scervino Junior autunno inverno 2013 – 2014 dove i ‘parka’ sono d’ispirazione militare ma d’una femminilità unica,  grazie a quel cotone tinto capo oppure proposti in neoprene doppiato con orsetto ecologico. Osserviamo più tardi che uno spirito vitale in pieno stile rock, si esprime appieno attraverso la pelle ecologica nera. Come? Sia ricamata laser ad intarsio per abiti e top, oppure liscia per pantaloni e gonne ‘kilt’. Belli gli stivali biker ad effetto vintage. Proseguo.

Si occupa del sociale?

Come no, sono testimonial di “Baby nel cuore”: abbiamo costruito un ospedale con tutti i macchinari necessari grazie alle vendite online assieme a  molti altri stilisti, ed inoltre faccio varie cose in merito, che però preferisco non dire. Quindi glamour e sociale si possono abbinare perfettamente.”

E questo grazie anche all’estrema sensibilità che lo contraddistingue.

Lei opera a Milano e Firenze, dove si trova meglio?

“ Beh…su, nel nord c’è lo show-room, è un commerciale, mentre qui ho l’azienda in un territorio che mi aiuta: non a caso tradizionalmente è zona di corredi.”

di Carla Cavicchini

 

 

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