Superbar: il Barshow Italian Edition

Ciao, che ne dici di un Happy Hour stasera?“. A Milano si sente spesso questa frase. Fa parte del modo di parlare del milanese doc. E se tutta l’enfasi presente in questa semplice domanda fosse amalgamata in un American Bar di 13.000 mq, nel pieno centro della movida milanese chic, con un’ampia scelta di cocktail tra le migliori etichette di liquori, distillati e sciroppi analcolici, voi lo fareste quell’ Happy Hour?

Io dico di sì. Per esempio io l’ho fatto, al Superstudio Più di Milano, il 2 ottobre 2013.

Ed è durato 13.000 mq, 4 ore, non so più quanti liquori, distillati e sciroppi, e più di 100 proposte del panorama nazionale e internazionale. Mi sono improvvisamente ritrovata in un mixology di tendenze, musica, workshop, seminari e degustazioni.

Stili e materie prime miscelate insieme ad angoli relax e formazione pura. Distilliamo il piacere, e appoggiamo le labbra su qualcosa di esclusivamente preparato per noi, e lasciamo defluire le pressioni della giornata, in un bicchiere perfettamente selezionato. Questo sì che è l’ Happy Hour ideale. È la danza del buon bere quella che si respira. È il rigore, il movimento, la passione dietro questa disciplina, quella del bartender. Una danza che ci aiuta a captarne la serietà, lo studio e la dedizione di una figura professionale che non è solo là, dietro il bancone di un pub perché si è improvvisato giocoliere liquido, ma è dentro i sogni e gli occhi di chi si trova dall’altra parte, perché il bartender sa perfettamente cosa “tu, vorresti bere questa sera, in quest’ Happy Hour”. 

In una location poco allestita, e per nulla calda, anzi fin troppo asettica forse, una rassegna di bar culture, nella capitale della moda e della comunicazione, che ha sdoganato il cliché nascosto di questa professione, ha dato forma a chi lo fa per amore. Come Rachele Giglioni che mi ha preparato un Giglio Martini Royale. Una giovane barmaid Aibes del Rivalta Café di Firenze, che mi ha accolta allo stand Martini, e io ne sono rimasta completamente stregata. Una barmaid? No, non solo, una ballerina di tango che ha mosso le mani con toni decisi e incredibilmente dolci, e che ha rapito la mia attenzione come se stesse danzando. Muoveva passi sicuri di una Milonga, elegante e passionale; un colpo secco nel punch bowl, e il mio palato ha preso il volo tra foglie e fiori di sambuco.

5 cl di Martini Bianco

5 cl di Martini Prosecco Sigillo Blu

1 cl di China Martini

0,75 cl di sciroppo di fiori di sambuco

4 cl di succo di pompelmo

E il passo è fatto.

Ho scoperto stasera che si può davvero distillare l’amore.

di Erika Fabiano