Stewart collezione primavera estate 2019 al Pitti Uomo

In occasione di Pitti Uomo 94 il brand Stewart rende omaggio all’universo delle due ruote britanniche classiche con la capsule collection Stewart MOTO interpretando uno dei molteplici Fanatic Feelings che popolano l’immaginario delle passioni maschili, ma in stretto dialogo con il mondo fashion, tema centrale di quest’edizione.
Finissaggi decisi e grafiche bold definiscono il carattere distintivo di queste rider jacket, sei in tutto, classiche solo in apparenza. Le lavorazioni esclusive di Stewart, specializzata in trattamenti che rendono le pelli ultrasoft e allo stesso tempo molto resistenti, si riflettono anche sul peso dei capi, light o ultralight. Per raggiungere questi risultati Stewart è stata la prima azienda in Italia a dotarsi, negli anni Settanta, di un proprio bottale, un’attrezzatura tipicamente utilizzata nelle concerie, proprio per garantire un equilibrio calibrato tra morbidezza e aspetto più o meno vissuto dei capi.


Due, per MOTO, le varianti colore: nero e testa di moro, entrambi ottenuti con concia vegetale naturale, mentre la fodera a contrasto riprende la stampa di un’immagine d’archivio di una vecchia edizione del Tourist Trophy, la corsa motociclistica più pericolosa al mondo, che si corre dal 1907 sull’Isola di Mann.


Soluzioni brevettate, a garanzia di performance e fitting, si ritrovano in ogni capo della collezione principale, che si articola, per la primavera estate 2019, in cinque linee: Alfa, per chi vuole scoprire il brand due diversi modelli in suede o nappa, con una palette va dal blu al verde inglese ai toni della terra, anche nelle versioni più calde brandy e marron glacé; Minimalista, che gioca sul contrasto di fodere flower print, pellami dalle tinte decise e zip a scomparsa; Ground Floor, tre modelli classici – dal bomber al biker – in soffice nappa o suede, fino a sette varianti di colore; Etere, il bestseller per la stagione, in tre declinazioni, tutte sfoderate, e Old Glory, che reinterpreta le aviation jacket con cui il brand è nato.
di G. Pileggi