La vien en peonie….Chiara Boni

chiara boni intervista

E’ tutta così frou  frou e così ‘glam’ l’atmosfera per la sfilata della stilista fiorentina Chiara Boni, che in sottofondo sembra di respirare quell’aria tipicamente parigina ‘fatta’ di  organini e leggerezza, in clima di gran ‘allure’. Le modelle per la sua collezione “La Petit Robe”  sono bellissime e raffinate con quella ‘s’ speciale tutta di capelli, che incornicia il volto. Il rosa, quello che soprattutto ‘accende’, è protagonista assieme a quello più cipriato, con non  poco nero. Segue il rosso passionale, il bordeaux, il grigio che ingentilisce. Eccoli i ‘tubini’ nella loro essenzialità e raffinatezza che non si stropicciano, non prendono mai le grinze e che, comodissimi, li infili in valigia, in borsa, pronti all’uso. Alla Dogana è tutto una ovazione al passaggio di  frangette birichine  e tanti ‘volant’. Stupendo il gioco d’incastri fatto di tagli di stoffa spesso triangolari di tessuto diverso, posti nei punti chiave quali fianchi e “vita alta”.

 Un  viaggio  ‘rotondo’  che volge  verso quel prato di  candide peonie, sì d’essere poi calpestato dalle indossatrici nel ruolo di ‘muse’ , pronte ad accogliere la  loro ‘Chiara’ regina, in clima di perfetto bon ton. Doveroso menzionare quelle ‘baschine’ tutte ondeggio che riportano alla celebrazione delle tende mentre vengono sensualmente aperte, capaci d’intrigare in sottofondi maliziosi grazie alla preziosità colorate di contrasti-intarsi.

Un evviva dunque alla femminilità d’anni ’50 nell’aderenza di questi abitini  di puro jersey bio-elastico di giusto prezzo, che calzano come guanti assieme alle decollètès monocromatiche Rapisardi: raffinata “capsule collection” creata da eleganti stiletti ornamentati da deliziosi fiocchetti.  Qualcosa di teatralità  veniva poi offerto  dallo schiudersi nervoso d’orlo  d’abiti,  mentre le fanciulle incedevano con innata grazia.

Non è una caso che molte dive “vestono Chiara Boni” quali Nancy Brilly, Sabrina Ferilli, Yasmin Le Bon, la giornalista americana Oprah Winfrey – in America la griffe sta letteralmente spopolando – e tante altre ancora, per venire incontro anche alla  bella donna-curvy. Non è un caso che il tessuto stretch de: La Petit Robe” sia stato protagonista alla design-week di Milano nel 2013.

Applausi poi a lungo raggio in quella ‘Dogana’ nutritissima dove tra le numerosissime presenze si notava anche lo stilista Ermanno Scervino, Stefania Craxi e la cantante Malika Ayane.

Eccola bellissima e solare con quel biondo che più biondo non può essere di sapiente taglio scalato, questa stilista  dalle scure sopracciglia che iniziò l’avventura della moda con l’avvincente marchio “You Tarzan me Jane”. L’abito morbido color carta da zucchero le accarezza le belle e delicate curve, mentre i sandali alti enfatizzano maggiormente la sua silhouette. In alto, le note di “Happy Birthday, Mr. President” aleggiano nella rassegna pittiana.

E’ tutto un baci ed abbracci soprattutto con  amici ed amiche del cuore e quelle che frequentavano le scuole assieme a lei  nella città dantesca.

Un momento per sé se lo riserva: “i miei cani adorati, vado un attimo a coccolarmeli che stanno impazzendo e dopo ritorno”.

Ed ecco che con quegli occhioni che sembrano abbracciar il mare: “Sono felice d’essere ritornata nella mia Firenze con le sue  colline amatissime a cui mi sono ispirata per lavorare …..” ma veniamo interrotti di continuo per i complimenti  che riceve a destra e manca mentre ella non nasconde l’emozione per il bel momento.  Un abbraccio caloroso verso colei che: “Oh…ma questa è stata la mia prima indossatrice”  – facendo trasparire  quell’accento che adesso è più del nord.

Questa terra però mi manca, ci torno sempre molto ma molto volentieri: la mia professione? Beh, dopo tanto sudare non è  poi così difficile.”

La conferma è data che il Made in Italy è una formula vincente.

Si, certamente, ma fuori dall’Italia”  e mentre  lo dice  è ancor più bella ed ironica.

E allora cosa manca?

“La fiducia. Per il resto abbiamo tutto.”

Cosa ci racconta di questa collezione?

“Eh…! Per tanti anni ho sviluppato questa ricerca flessibile fatta di capi facili da gestire, da lanciare sul mercato ad un prezzo giusto visto  il clima economico”.

Chissà perché al posto delle peonie non abbia messo le rose…

di Carla Cavicchini

1 Comment

  • Rispondi febbraio 25, 2014

    luisa Corvarola Sarti

    IL tessuto di questi abiti , è l’innovazione giusta per assecondare il momento che viviamo…Brava Chiara … <3